Disfunzione retrograda del crico-faringeo (RCPD) o "incapacità ad eruttare"
Edoardo Vespa - Gastroenterologo esperto in RCPD - Roma
Disfunzione retrograda del crico-faringeo (RCPD) o "incapacità ad eruttare"
Edoardo Vespa - Gastroenterologo esperto in RCPD - Roma
La disfunzione retrograda del muscolo cricofaringeo, nota anche come sindrome da incapacità a eruttare o RCPD (Retrograde Cricopharyngeal Dysfunction), è una condizione in cui il muscolo cricofaringeo. componente principale dello sfintere esofageo superiore, non riesce a rilassarsi per permettere la fuoriuscita dell’aria dall’esofago.
Durante la vita quotidiana una certa quantità di aria entra fisiologicamente nelle vie digestive, soprattutto mentre si mangia o si beve. Nelle persone affette da R-CPD, quest’aria rimane intrappolata nell’esofago perché lo sfintere non si apre nella direzione opposta alla deglutizione, cioè quella necessaria per l’eruttazione.
Lo sfintere esofageo superiore è una valvola muscolare situata nel collo, tra ipofaringe ed esofago, dietro le cartilagini laringee. In condizioni normali si apre:
in senso anterogrado, per consentire il passaggio di cibo e liquidi durante la deglutizione
in senso retrogrado, durante eruttazione o vomito
Nella R-CPD questa funzione retrogrda risulta compromessa.
L’incapacità di eruttare provoca un accumulo di aria nell’esofago che può determinare diversi disturbi, talvolta molto fastidiosi o dolorosi. I sintomi più comuni includono:
sensazione di pressione o “bolla d’aria” in gola o dietro lo sterno
gorgoglii o rumori toracici legati al movimento dell’aria
gonfiore addominale e aumento della flatulenza
singhiozzo frequente e spesso doloroso
sensazione di difficoltà respiratoria
Questa condizione può incidere significativamente sulla qualità di vita. Alcune persone arrivano a evitare situazioni sociali per il disagio provocato dai sintomi, con possibili ripercussioni emotive e ansiose.
Poiché la RCPD è stata descritta in modo sistematico solo di recente, è ancora poco riconosciuta. Non è raro che venga confusa con altre condizioni come il reflusso gastroesofageo o disturbi funzionali o psicologici.
I trattamenti rivolti a queste diagnosi alternative generalmente non portano beneficio.
Il sospetto diagnostico è clinico, basato su sintomi molto caratteristici - in particolare l’incapacità quasi completa di eruttare associata ai disturbi sopra descritti.
La conferma diagnostica tuttavia si ottiene mediante manometria esofagea ad alta risoluzione. Durante l'esame, viene eseguito un particolare test provocativo che prevede l'assunzione rapida di almeno 200 cc di bevanda gassata, solitamente in grado di evocare la sintomatologia tipica ed un tipico pattern manometrico altamente specifico per la RCPD.
Ulteriori esami strumentali indicati per escludere altre patologie, possono includere:
esofago-gastro-duodenoscopia
valutazione endoscopica della deglutizione (FEES)
videofluorografia ella deglutizione
Questi accertamenti vengono richiesti caso per caso, soprattutto in presenza di altri sintomi associati.
Il trattamento di riferimento consiste nell’iniezione di tossina botulinica nel muscolo cricofaringeo, eseguita sotto guida endoscopica.
La tossina botulinica induce un rilassamento temporaneo ma prolungato del muscolo, permettendo la fuoriuscita dell’aria. Il trattamento è indicato quando il quadro clinico è tipico (incapacità a eruttare in assenza di disturbi significativi della deglutizione) e dopo l’eventuale esclusione di altre condizioni.
I benefici compaiono generalmente entro pochi giorni. Nella maggior parte dei pazienti, un singolo trattamento determina un miglioramento marcato o la risoluzione stabile dei sintomi, probabilmente perché il sistema neuromuscolare “riapprende” il meccanismo dell’eruttazione.
Se la risposta è parziale o i sintomi si ripresentano nel tempo, il trattamento può essere ripetuto. Solo in casi rari e selezionati può essere considerato un intervento chirurgico di miotomia del muscolo cricofaringeo.